Culinaria, chiacchiere da tavola: fave e pecorino, stay tuned!

di Redazione 2 views0

immagine di copertina fave

Passata pasqua, è in arrivo il 1 maggio. E cosa ci può essere di più caratteristico a Roma di fave&pecorino?. E allora in questo giovedì vi regaliamo una chicca sulla preparazione della famosa ricetta romana. Immergetevi in Culinaria, chiacchiere da tavola. In questa rubrica si parlerà di cibo a 360°. Ci saranno ricette, considerazioni su i cibi del momento, suggerimenti utili su dove comprare cosa, pezzi di approfondimento sulle realtà culinarie che animano i quartieri di Roma nord. Insomma, una rubrica che vi farà venire l’acquolina in bocca.

Scriveteci, raccontateci le vostre esperienze e fateci sapere se i nostri consigli sono stati utili. Buona lettura.

A CURA DI ROBERTA PIARULLI

Ma quanto siamo fieri noi romanisti, (ops) romani.

Eh sì, ai Quiriti “ nun je devi toccà a Capitale”:

le tradizioni, “il cuppolone”, il capitano, la moglie del capitano, il grande raccordo anulare, Venditti, Ostia, Fregene, Fiumicino, Maccarese, li castelli, Trastevere, il Colosseo, il 1° maggio, San Giovanni, la Sora Lella, Porta Portese, Verdone, le buche, il traffico , l’Ama, l’Atac ed il treno che li riporta a casa; perché infondo si sa, tutte le strade portano a Roma.

Ma c’è una cosa a cui il romano vero è legato particolarmente, la cucina nostrana ed i suoi prodotti tipici:

fave e pecorino, romanella, trippa, pajata, amatriciana, coda alla vaccinara, pollo con i peperoni, carbonara, coratella, corallina, l’abbacchio a scottadito ,carciofi , porchetta , cavolo romano, puntarelle e chi più ne ha più ne metta.

Ed è proprio parlando di cibo che oggi vi proponiamo un piatto tradizionale, arricchito da un elemento cardine della stagione primaverile romana, le fave.fava e pecorino109

Cacio,(fave) e pepe

  • 350g di pasta (tonnarelli)
  • 200g di fave fresche sgusciate
  • Pecorino Romano q.b.
  • Parmigiano Reggiano q.b. (facoltativo)
  • Pepe nero in grani (pestato al momento)
  • Sale
  • ½ spicchio d’aglio(facoltativo)
  • olio EVO (facoltativo)

 Procedimento:

  1. In una pentola dai bordi alti, portiamo a bollore l’acqua salata per cuocere la pasta .
  1. Contemporaneamente prepariamo un contenitore con dell’acqua e qualche cubetto di ghiaccio, ci servirà per raffreddare velocemente le fave e mantenere il loro colore verde brillante.
  1. A questo punto, sbollentiamo per circa 1 min le nostre fave in acqua salata bollente , le raccogliamo con uno scolapasta e le versiamo immediatamente nell’acqua ghiacciata.

Una volta fredde togliamo la pellicola esterna e le mettiamo da parte.

  • In una padellina scaldiamo un filo d’olio, ½ spicchio d’aglio schiacciato ed un pizzico di pepe, facciamo saltare per un minuto le nostre fave ( passaggio facoltativo), possiamo anche aggiungerle fresche nel condimento della pasta.
  • Passiamo quindi a cuocere la pasta, assicurandoci di scolarla al dente. (riduciamo la cottura consigliata sulla confezione di almeno 2 min)
  • In un recipiente capiente prepariamo quello che diventerà il condimento della nostra pasta, grattugeremo il pecorino, abbondante pepe nero e circa mezzo bicchiere di acqua di cottura, l’intingolo che ne ricaveremo ci servirà per la “mantecatura” della pasta.
  • A cottura ultimata scoliamo la nostra pasta e la mantechiamo fuori dal fuoco con l’intingolo che abbiamo precedentemente preparato; aggiungiamo le nostre fave , saltate o fresche , serviamo ed ultimiamo con una spolverata di pecorino e pepe.

5 consigli per una cacio e pepe perfetta

  • Il pecorino: secondo la tradizione il prodotto consigliato è il Pecorino Romano.fave C’è chi opta per formaggi più stagionati perché amanti di gusti più intensi, oppure chi usa in parti uguali parmigiano e pecorino per un sapore più delicato.
  • Il pepe nero: il consiglio è di scegliere il pepe nero in grani e di tostarlo in padella prima di pestarlo, in questo modo avrà un profumo e un sapore ancora più intenso.
  • La pasta: “tonnarelli”, spaghetti alla chitarra, spaghetti n5 (tipologie ricche di amido). Migliore sarà la qualità della pasta ,migliore sarà il risultato finale.
  • L’amido: Per eliminare la formazione dei grumi, i cuochi romani hanno trovato un “trucco”: l’amido.

Al momento della “matecatura” con il pecorino, aggiungendo un pochino di acqua di cottura (ricca di amico), eviteremo la formazione di fastidiosi grumi di formaggio, favorendo la creazione della caratteristica “cremina”, tipica della cacio e pepe.

  • La mantecatura: se non siamo chef esperti, il segreto per evitare la coagulazione del formaggio è quello di mantecare la pasta fuori dal fuoco , eviteremo così la creazione grumi . Servire la cacio e pepe immediatamente, bollente!

Bon appétit