Giardinando, conversazioni con Annamaria Molteni: due modi di coniugare le rose

di Redazione 2 views0

rosa+salvia

Un’appassionata giardiniera che ama condividere sensazioni, esperienze, consigli, idee sul mondo del giardino, dei fiori e delle piante, che crede nel confronto – e nel racconto – come arricchimento collettivo. Se volete conoscerla, leggete la sua rubrica “Giardinando: conversazioni con Annamaria Molteni” – che uscirà su Roma Nord News ogni quindici giorni –  e non perdete le prossime puntate; potreste essere invitati ad un workshop, a una visita guidata, ad un evento per grandi e piccini, oppure a prendere un caffè a tu per tu con lei!

Per conoscere meglio Annamaria Molteni leggi anche la prima puntata della rubrica “Giardinando: conversazioni con Annamaria Molteni” e visita la pagina Facebook di Giardinando.

A cura di Annamaria Molteni

Aprile è un mese bellissimo nonostante tutti osannino Maggio mese delle rose, della Madonna, dei matrimoni e delle comunioni.

Aprile è il mese delle gemme che crescono e sbocciano quasi sotto i nostri occhi tanta è la velocità di foglie e fiori di venire allo scoperto.

Come non ricordare le rose con i loro boccioli gonfi e tesi pronti ad esplodere nei loro colori, sia nelle qualità ad unica fioritura che in quelle rifiorenti che ci fanno compagnia sino ai primi geli.

Ho scelto dunque di parlare delle rose in due accostamenti che amo nel mio giardino.

Le rose rampicanti con le clematis e le rose arbustive mescolate alle salvie decorative.

E qui c’è solo la scelta degli accostamenti di colori: il viola scuro con il giallo, il blu con il rosa, il rosa fuxia con viola scuro, il color glicine con il rosa acceso e via dicendo a seconda dei gusti considerando l’ampia gamma di colori sia delle clematis, delle rose e delle salvie.

Purtroppo dovrei avere un castello per fare tutti gli accostamenti che vorrei ma nel mio piccolo mi tolgo qualche soddisfazione.

Quella nell’immagine è una rosa profumata di color rosa intenso, la “Gertrude Jekyll” intrecciata con una clematis “Josephine” di un colore rosa pallido che si accende all’interno di un rosa più carico.rosa

L’Inghilterra fu il primo paese nel Cinquecento ad introdurre le clematidi in giardino e a mischiarle con le rose creando effetti simili ad arazzi. L’800 fu il grande momento delle clematidi con nuove qualità venute dall’America del nord fino a che una malattia le fece appassire tutte. Negli ultimi quindici anni sono tornate di gran moda con una serie di appassionanti ibridi. Devo confessare che le clematidi mi hanno scoraggiato all’inizio, ne ho fatto morire alcune ma una cosa che mi contraddistingue e’ la tenacia perciò, dopo ogni sconfitta, tornavo alla carica. D’altro canto e clematidi sono tanto capricciose alla partenza quanto ricche di soddisfazioni dopo i primi anni.

In genere la potatura è un’arte difficile, ma per le clematidi e’ particolarmente complicata perché cambia a seconda dei gruppi di fioritura. Le clematidi si dividono in tre gruppi di potatura: per non sbagliare basta non toccare mai la parte legnosa! Le mie spariscono d’inverno togliendomi l’incombenza!

Per quello che riguarda le fioriture è bene informarsi prima dell’acquisto, infatti la mia josephine fiorisce assieme alla rosa alla quale e’ abbinata. Al contrario, una delle clematis più conosciute la Armandii, sempreverde, fiorisce verso marzo e quindi non può essere messa con le rose ma, ad esempio, vicino ad un loropetalo dalle foglie scure che ne esalta la fioritura o ancora come esemplare isolato o con un’altra clematis a fioritura tardiva. Niente paura per la necessità di sostegni, la clematide deriva dal greco klema, viticcio. Grazie alla prensilità dei piccioli fogliari, le clematidi si arrampicano su qualsiasi sostegno venga loro offerto.

Altra regola importante: la clematide vuole i piedi all’ombra e la testa al sole.

Le rose arbustive di media altezza che utilizzo per le bordure le abbino invece alle salvie decorative, erbacee perenni che nonostante la bellezza non riescono ancora ad avere il successo che meritano.

Elisa Benvenuti le coltiva da anni nel suo vivaio inventando anche molti ibridi: la sua collezione è raccolta presso l’Orto botanico di Pisa. Le porta in giro per tante mostre floreali ma l’interesse è limitato al solito gruppo di appassionati. Eppure io le trovo facili, poco costose, di incredibile effetto. Esaltano le rose anche in questo caso con bellissimi accostamenti di colori.

In questa immagine si vede la rosa come punto focale e due salvie bianche: salvia per sylvestris ‘Snow Hill’ e due viola, salvia per sylvestris ‘Blu Hill’ e ai piedi un geranium rozanne, in una delicatezza di colori che si esaltano l’uno con l’altro.rosa+salvia

Le salvie decorative – ne esistono 900 specie diverse – sono di facile coltivazione, spariscono d’inverno per poi spuntare in primavera e fiorire sino ad autunno inoltrato riempendo di colore il giardino. Alcune perdono solo parte delle foglie

L’imbarazzo della scelta è veramente grande ma poi si impara a destreggiarsi e a scegliere quelle piu’ adatte al nostro giardino e alla rosa che va accompagnata quindi quelle a portamento eretto e cespuglio.

In questo momento sono in vendita meravigliosi tuberi di dalia , gladioli, crocosomie, alstroemia, nerina, aster echinacee tutti bulbi da piantare ora per goderne da luglio ai primi freddi.

Per chi ha bisogno di chiarimenti o consiglio può scrivermi alla mia email: am.annamaria@gmail.com

Come “Giardinando Olgiata” saremo a Floracult il 21/22/23 aprile 2017 per presentare una mostra sulla tulipanomania e alle 17 di ogni giorno ci troveremo per una tazza di tè con Piero Raziel che ci spiegherà i segreti della coltivazione delle dalie.