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Il Parco del Pineto, bello ma trascurato

parco pinetoBello il Parco Regionale Urbano del Pineto, bello e selvaggio come tutti i parchi e le riserve di Roma; un lembo di 250 ettari di prati, boschi e felcete inserito all’interno di quartieri ad alta densità abitativa e con un traffico caotico. Bello ma purtroppo trascurato come tutti i parchi della città. Le ragioni sempre le stesse: la vastità del territorio, le scarse risorse economiche e l’inciviltà di alcuni frequentatori.

Il parco, compreso tra Via Trionfale e Via della Pineta Sacchetti, è facilmente raggiungibile e offre ben quattro accessi: Via Pineta Sacchetti (Casali Torlonia), Via Proba Petronia, Via Morandi e Via Montiglio a fianco della chiesa Gesù Divino Maestro.
Si presenta con una varietà di ambienti che vanno dal sistema collinare costituito da sabbie giallastre alle ampie zone di bosco residuato di antiche vegetazione sub-costiere; dal sottobosco particolarmente ricco caratterizzato da vaste estensioni di felce e di cisto ai pianori erbosi e alla pineta vera e propria.

Offre inoltre alcuni servizi molto graditi ai cittadini come le cinque aree gioco per bambini e le tre aree per i cani.

Luogo ideale per un pic-nic domenicale il parco si presta anche per la corsa e la mountain-bike; la presenza di una fitta rete di sentieri che dai pianori si immettono nel fitto bosco di sughere ne fanno un luogo ideale per chi ama il ciclo cross.

Noi siamo entrati in una splendida mattina di sole dall’ingresso di Via Montiglio percorrendo il sentiero natura “Il costone” che si snoda lungo il prato che affaccia sulla valle sottostante per poi deviare sulla sinistra e attraverso il bosco raggiungere la parte bassa del parco.

Il sentiero è indicato da alcune tabelle illustrative purtroppo in pessimo stato ma la vista che si può godere dalla sommità della collina è davvero stupefacente; in primo piano la cupola di San Pietro e poi a sinistra le strutture dell’Osservartorio di Monte Mario e a destra le due alte antenne televisive.
In mezzo ampie zone di bosco che degradano verso il basso dove ancora sopravvivono fossi e piccole zone umide dove le acque presentano ancora una buona ecologia.

Purtroppo tra tanta bellezza non mancano le situazioni di degrado a cominciare dalla vasta porzione di terreno che alcuni mesi fa è andata completamente bruciata; un pannello illustrativo un poco ci consola spiegandoci come le aree danneggiate dal fuoco evolvono verso formazioni caratterizzate da arbusti nani denominate “garighe”.

E le garighe a cisto e asfodelo nel Pineto costituiscono un aspetto rilevante perchè in primavera fioriscono offrendo al visitatore uno spettacolo affascinante.

Sgambettando tra prati e sentieri fangosi abbiamo interrogato alcune persone che in bicicletta, a piedi o con il cane erano all’interno del Parco; tutti si sono detti molto soddisfatti dalla varietà e bellezza dei luoghi, per la tranquillità dell’ambiente (la maggior parte dei cani era senza guinzaglio) e per questo grande polmone verde strappato al cemento.

Ma tutti inevitabilmente lamentano i pochi controlli e la scarsa manutenzione; all’interno del bosco, ci dicono, ci sono alcune baracche abitate da nomadi mentre i bivacchi estemporanei sono assai frequenti. Sembra che gli incendi siano nati proprio in questi punti.

In effetti il bel Parco si presenta, in alcuni luoghi, molto trasandato: rifiuti, tabelle distrutte, pannelli in pessime condizioni e poi incredibili situazioni, come il rudere trasformato in abitazione che troneggia sull’ampio pianoro poco distante da Forte Braschi.

Lasciando il Pineto (ma ci sono ancora molte cose da vedere come i Casali Torlonia e la fornace Pomilia) e dirigendo verso la Via Trionfale ci siamo fermati nei pressi della chiesa di San Francesco (conosciuta come S. Onofrio in Campagna) per vedere il fontanile di Pio IX.

Costruito nel 1866 per soddisfare le numerose richieste degli abitanti del luogo che chiedevano di utilizzare le acque dell’acquedotto Traiano, si presenta con un edificio di forma rettangolare con all’interno le vasche per il lavaggio dei panni e all’esterno una vasca sormontata da una lapide marmorea con stemma papalino.
Bello anche il fontanile, ma anch’esso bello e trascurato.

 

Categorie: Ambiente, Itinerari, Pineta Sacchetti, Trionfale
Gloriagi

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  1. Il Parco del Pineto all'ombra del Cupolone | VignaClaraBlog.it - 12 dicembre 2011

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  2. Il Parco del Pineto all’ombra del Cupolone | Roma Notizie - 12 dicembre 2011

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