Botta e risposta sul destino del Parco Colli d’Oro, a Labaro, a causa dell’avvio dei lavori del nuovo palazzetto dello sport il cui nome sarà “Casa Lazio Bob Lovati”. Da un lato il circolo PD Prima Porta-Labaro che prende le difese dei comitati di zona che denunciano il possibile scempio del parco e si chiedono se non poteva essere individuato un altro sito, sempre nel quartiere ma a minor rischio cemento. Dall’altro il Campidoglio, nella persona di Alessandro Cochi delegato del sindaco allo sport, che cerca di calmare gli animi dicendo che le istanze locali saranno tenute in debita considerazione.
Dichiara il circolo PD Prima Porta Labaro
“L’allarme lanciato da molti giovani del quartiere sul destino del parco del Labaro di Colli d’Oro è legittimo e significativo della superficialità con la quale Roma Capitale e Municipio XX governano i processi amministrativi. La totale assenza di comunicazione o di condivisione dei progetti è di per se elemento che tende a rafforzare naturali diffidenze.”
’Fu l’amministrazione Veltroni, su sollecitazione delle associazioni sportive che lamentavano una carenza di infrastrutture sportive nel quadrante nord est della città, a decidere la realizzazione di 4 palazzetti polifunzionali. Due di questi – ricorda la nota – proprio in XX Municipio: uno a Cesano e quello comunale a Colli d’oro. Le strutture avrebbero dovuto ospitare eventi internazionali e inserirsi nel contesto di riferimento come delle vere e proprie centralità di funzioni socio culturali.”
“Il PD di Labaro e Prima Porta accolse favorevolmente la proposta perché si inseriva in un quadro di opere decise (il mercato coperto tra Via Gemona del Friuli e Via G. Frascheri, il centro civico e casa delle associazioni in Via Monti della Valchetta all’altezza della fontana e gli interventi del PRU – art. 11 – quali il completamento del parco Marta Russo e la realizzazione del cinema 4 sale e della nuova piazza Arcisate) che avrebbero dovuto far uscire il nostro quartiere da una condizione decennale di marginalità trasformandolo in un pezzo di città dotato di servizi pubblici e privati indispensabili.”
“Durante la fase delle scelte e dell’elaborazione sapevamo bene che la rivoluzione programmata avrebbe generato sacche di conservazione o comunque incomprensioni. Per questa ragione – sottolinea il comunicato – fu necessario allora e lo è soprattutto oggi avere la capacità di mitigare i contrasti e rendere sostenibili i progetti. Dopo il parere favorevole alla realizzazione del polo sportivo la nostra sezione si oppose convintamene alla scelta del sito da mettere a bando.”
“Gli uffici dell’amministrazione comunale scelsero tutto il perimetro (7 ettari) del parco del Labaro in quanto era l’unica area pubblica con destinazione a verde attrezzato presente nel quartiere. La nostra opposizione alla scelta del sito – sostiene il circolo PD – non riuscì a modificare il bando ma, tuttavia, portò alla selezione dell’unico progetto che proponeva l’utilizzo di una parte marginale e comunque di bordo dell’area.
Il progetto presentato dalla Lazio Volley impegna infatti una superficie tra i 5000 e i 6000 metri rispetto alle dimensioni del parco (65.000 m) e colloca i volumi e gli standard urbanistici (i parcheggi) nella zona più sconnessa e meno pregiata del parco. La metà della superficie necessaria è recuperata in prossimità della condotta fognaria che giunge in Via Dalmine, in buona parte infestata da vegetazione spontanea. Ma aver avuto queste attenzioni non risolve definitivamente i problemi di impatto ambientale del progetto.”
Quali le proposte? “Riteniamo che sia necessario ridurre il perimetro della trasformazione (che non coincide con quello dell’area di cantiere) in direzione Via Dalmine al fine di contenere il consumo di suolo; realizzare la foresteria nell’attuale sede del servizio giardini che deve essere ricollocata in prossimità dei parcheggi (tale modifica al progetto ridurrà notevolmente le volumetrie previste nell’area verde e doterà Roma Capitale di una nuova sede finalmente a norma) e ridurre le altezze dell’impianto sportivo di almeno 3 metri , comunque nel limite delle norme internazionali, per un inserimento armonico dei volumi nel contesto esistente.”
“Riteniamo infine – è l’ultima proposta del circolo PD – che sia necessario attraverso l’accordo di gestione rafforzare l’impianto degli interessi pubblici rispettando il canone sociale concordato con l’amministrazione per tutti i cittadini, la possibilità di utilizzo delle strutture per associazioni, scuole, comitati e cooperative sociali impegnate nel sostegno ai diversamente abili. Garantire infine, attraverso la realizzazione di eventi teatrali, culturali e musicali la crescita culturale del quartiere.”
“In assenza di una puntuale informazione e garanzia di difesa del patrimonio e degli interessi pubblici da parte dell’amministrazione municipale e di Roma Capitale l’allarmismo nato nel quartiere risulta essere non solo motivato ma sacrosanto. Per questa ragione – conclude il comunicato – chi oggi ha responsabilità di governo intervenga al fine di garantire la piena sostenibilità del progetto e il monitoraggio costante sulle attività pubbliche date in affidamento all’associazione Lazio Volley.”
Dichiara Alessandro Cochi
“Dopo un lungo iter iniziato nel 2007, stanno finalmente partendo i lavori, tutti regolarmente autorizzati, per la costruzione di un impianto sportivo polivalente, di proprietà di Roma Capitale in regime di concessione, nella zona Colli d’Oro, nel XX Municipio. Al suo interno sorgerà un palazzetto con alcune centinaia di posti a sedere, da utilizzare anche per eventi culturali e a disposizione del quartiere, con palestre, campi di beach volley, piscina, basket, volley e arti marziali. L’area giochi per i bambini e il ritrovo per gli anziani di cui sarà provvisto andranno ad aggiungersi ai luoghi di aggregazione del quartiere”.
“I Dipartimenti Sport e Ambiente di Roma Capitale ed il XX Municipio, insieme con tutti gli organi competenti e la Guardia Forestale, si assicureranno – sostiene Cochi – che gli alberi che dovranno essere espiantati siano ricollocati nel parco stesso, cosi come voluto dai comitati di zona”.
“I disagi derivanti dall’esecuzione dei lavori che insistono sull’area parco saranno ampiamente ripagati dal valore aggiunto per tutto il quadrante rappresentato dalla nuova struttura che sarà aperta a tutti – conclude – grazie alla applicazione delle tariffe comunali, espressamente prevista dalla delibera istitutiva”.






















Il Partito Democratico del XX Municipio, di cui sono coordinatore, non è pregiudizialmente contrario alla costruzione del palazzetto dello sport nel quartiere di Labaro. Non condividiamo posizione preconcette che non analizzino in maniera sensata e approfondita la questione vedendo i punti di debolezza e cercando di correggerli ma anche vedendo le opportunità di avere una struttura in cui sarà possibile fare sport, cultura e convivenza comunitaria in un teritorio che ne ha bisogno. Il comunicato del PD del Circolo di Labaro Prima Porta chiede garanzie dell’utilizzo pubblico del bene e tenere presente l’impatto ambientale riducendo al minimo gli aspetti negativi. Chiediamo equilibrio, buon senso e non perdere l’opportunità di confrontarsi con comune e municipio per il difendere il bene della comunità di Labaro e del municipio.
Chi ha mai visto un bambino giocare in quel parco? Certo io i miei figli non li porto sopra la cacca dei vostri cani; preferiro’ fargli fare sport nella struttura quando sara’ finalmente realizzata. E se non avranno voglia di fare sport , si potranno sempre fare le ”canne” sulle panchine che rimarranno ,mentre guardano i vostri cagnolini .
Qui non si tratta di cani e nemmeno di ragazzi che si fanno le canne. Ma non vi rendete conto di cosa sta succedendo? Non solo a Labaro, ma anche a Collina Fleming…stiamo facendo scomparire le ultime aree verdi per sostituirle con il cemento! Però poi fermiamo il traffico perché il tasso di smog è troppo alto?!!?!?!?! Aprite gli occhi! Senza ossigeno si muore. Abbiamo bisogno di alberi, di verde, di ossigeno! O volete iniziare ad andare in giro con le mascherine? Gli alberi non si possono espiantare, morirebbero tutti. I prezzi sociali promessi non ci saranno. Questo centro sportivo porterà del buono solo a chi con questo progetto ci ha guadagnato dei bei soldoni e basta! Non certo agli abitanti della zona.