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Di: Paolo Salonia

Questo stesso commento è stato da me proposto anche per l’articolo “Sicurezza e vivibilità di Ponte Milvio: seduta straordinaria Consiglio XX Municipio”, poichè ritengo debba essere raggiunto in entrambi i contesti.

RIQUALIFICARE PONTE MILVIO E IL SUO TERRITORIO

Il tema della riqualificazione urbana di Piazzale Ponte Milvio costituisce tema vasto e trasversale, perchè fortemente caratterizzato da problematiche a molteplici variabili.
Infatti, vengono coinvolte questioni squisitamente afferenti alla disciplina urbanistica (traffico, mobilità, uso del suolo, destinazioni d’uso, tipologie del commercio, ecc.), questioni di ordine ambientale strettamente connesse alle prime, non ultime quelle che possono essere definite “estetico-funzionali” (ad, esempio la qualità architettonica dello spazio urbano della parte di città), fino a comprendere argomenti di tipo sociale, afferenti ai temi dell’inclusione, della convivenza civile, dei diritti e dei doveri della cittadinanza, per non parlare della sicurezza.
Su tutto, il tema centrale della storicità del luogo, del suo fortissimo “genius loci” che si impone con autorità ancora oggi nonostante il volgare, quanto violento, assalto dei nuovi barbari che, sempre con il beneplacito di una amministrazione municipale connivente, stravolgono l’aspetto e la vivibilità quotidiana del piazzale e delle zone limitrofe, fortemente penalizzando anche la qualità della vita dei residenti.
Da quanto sinteticamente delineato è facile evincere che il problema necessita di un approccio sistemico, cioè in grado di analizzare non soltanto le singole componenti quanto soprattutto l’interazione e la co-evoluzione delle stesse.
Per rimanere agli ultimi 15 anni, numerosi sono stati i progetti che, a diversi livelli di complessità e gradi di maturazione e redatti in contesti diversificati, dalle occasioni concorsuali all’esercizio propositivo di gruppi politici, hanno disegnato un diverso assetto dell’area urbana, coniugando sistemazioni funzionali atte ad esaltare le qualità intrinseche dell’area stessa, con razionalizzazione dell’uso del suolo e dei flussi del traffico, fino alla proposizione di valori estetici di una nuova architettura.
Per lo più sono rimaste, pur nella loro validità, esercitazioni che non sono state tradotte nella concretezza di una diversa realtà urbana.
Emblematico rimane il caso del mercato rionale – tema concorsuale – che ha prodotto il mostro di via Riano con la ghettizzazione di un mercato storico in ambiente semicoperto, l’assurda apertura di un centro commerciale di prodotti dell’elettronica di parecchi metri quadri, tutto ammassato in una terrificante “architettura”, anche dimensionalmente fuori scala rispetto alla sezione stradale sulla quale insiste.
Laddove era lo storico mercato, nessuna riqualificazione e/o razionalizzazione dell’ambiente, semplicemente una piattaforma di cemento per un parcheggio a raso, naturalmente a pagamento.

La soluzione multi-variabile, partecipata e condivisa, del tema posto non è oltre procrastinabile.
I cittadini, anche e soprattutto mediante le loro rappresentanze associative, hanno l’obbligo di rivendicare il diritto-dovere alla partecipazione nel merito della progettazione e all’esercizio delle decisioni operative che ne conseguono relativamente al complesso delle azioni necessarie alla riqualificazione dell’area urbana.
Esistono gli strumenti per perseguire questa strada, prima tra tutti la Delibera n. 57 del 2 marzo 2006 con la quale il Comune di Roma ha approvato il Regolamento di partecipazione dei cittadini, “…un insieme di norme, procedure, strumenti, competenze e responsabilità che promuovono e garantiscono la partecipazione dei cittadini alle trasformazioni urbane…”.
Ad oggi tale strumento risulta utilizzato con molta parsimonia e con una lettura sufficientemente limitativa di quanto viceversa previsto nel suo articolato.
La richiesta della costituzione di una Commissione ad hoc rappresenta, senz’altro, un primo passo.
Ma deve essere chiaro, fin da subito, il carattere di pariteticità che tale Commissione deve possedere e come questa debba rapidamente trasformarsi in quella “Casa del Municipio”, luogo anche fisico di incontro e confronto tra i cittadini e i loro amministratori, ciascuno con il proprio ruolo, luogo all’interno del quale devono essere assunte e gestite decisioni, si ribadisce condivise e partecipate, per la riqualificazione non solamente dell’area ma di tutto il territorio municipale e la promozione di una sostenibile vivibilità dello stesso.
Convergente su questi obiettivi, all’interno dello stesso Comitato “Abitare Ponte Milvio” che ha formalmente richiesto la creazione della Commissione (per altro nel “formale” silenzio dell’amministrazione municipale che si è astenuta dall’inviare alcuna risposta scritta), si è auto-costituito un gruppo di lavoro fortemente orientato a fornire valido supporto e contributo alla costituenda Commissione e al costante monitoraggio dei lavori della stessa.

Paolo Salonia

Categorie: Vigna Clara

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