
Una notizia sconvolgente per tutti i residenti di Collina Fleming, Corso Francia e dintorni. Salvatore Palumbo, sacerdote della congregazione dei padri teatini meglio conosciuto come don Mariano, attivissimo parroco 49enne della parrocchia di San Gaetano, è finito in manette per riciclaggio nell’ambito di un’inchiesta che riguarda altre 10 persone accusate di una serie di truffe.
L’indagine e’ stata svolta dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto Stefano Fava con la collaborazione della polizia stradale e della Guardia di Finanza. Oltre a don Mariano, a finire in carcere sono stati alcuni professionisti romani i cui nomi, su richiesta del legale di alcuni di essi, omettiamo provvisoriamente di pubblicare in attesa di ulteriori accertamenti.
Quarantadue sono i capi di imputazione contestati alle persone coinvolte nell’inchiesta. Tra i numerosi episodi presi in considerazione dall’indagine quello che riguarda Don Mariano è il finto furto di una Ferrari che costrinse una compagnia di assicurazione a liquidare un risarcimento di 150 mila euro. Pare che tale somma finì in un conto aperto dallo Ior in una banca italiana, conto che era a disposizione dello stesso sacerdote. L’importo sul conto di Don Mariano arrivò con un bonifico la cui causale recitava “obolo per risanamento convento”.
Ma gli investigatori avrebbero appurato che quel denaro è finito nelle tasche di uno dei professionisti mentre il convento è rimasto com’era. L’accusa che lo ha portato in prigione è quindi quella di riciclaggio.
La notizia ha suscitato enorme scalpore ed incredulità nella zona di Collina Fleming. Don Mariano è conosciutissimo per il suo attivismo nel sociale e per essere sempre pronto a dare un aiuto ai bisognosi.
Un sacerdote ed un parroco di frontiera, a volte scomodo, non avendo peli sulla lingua e non temendo di mettersi in rotta di collisione con le istituzioni quando si è trattato di raggiungere un obiettivo, piccolo o grande che sia stato.
Sempre caustiche ed incisive le massime che ogni sera pubblicava sul suo profilo facebook nel quale in queste ore si contano a centinaia le espressioni di solidarietà che amici e fedeli gli stanno manifestando increduli, pienamente convinti della sua innocenza.
Ne citiamo alcune, emblematiche del grande stupore con il quale la notizia è stata accolta.
“Mariano, sono vicino a te con l’affetto e la stima di sempre.Tu che ti batti contro le ingiustizie e che con profonda generosità aiuti sempre i più deboli, devi ora tu lottare per te stesso. Chi ti conosce sa bene quello che vali. Confido che si faccia luce al più presto su questa assurda faccenda“.
Ed ancora: “Mariano ti siamo vicini e non crediamo ad una sola parola, siamo con te, nella speranza di abbracciarti presto. Resisti, non mollare!”
Fino a giungere ad un noto politico locale, di professione avvocato, che così scrive: “Solo ora ho appreso di questa dolorosissima vicenda. Mi unisco alle preghiere di tutti quelli che vogliono bene a Mariano, ma vorrei fare qualcosa di più concreto. Fatemi sapere se serve un assistenza legale. Mi rendo disponibile ad aderire a qualunque iniziativa mettendo a disposizione la mia professionalità e le mie conoscenze.”
E ancora oggi la pagina facebook di “Mariano Insorgente”, questo il suo nickname, continua ad essere affollata di messaggi tutti a suo favore, segno della grande stima conquistata sul territorio che sembra resistere al colpo inferto da questa vicenda.
(red.- 19.7.2012 – modificato il 22.7.2012)





















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